Risguardo di copertina
un ragazzino, poco più di un bambino. la madre lontana, a lavorare in un paese straniero. qualche saluto dai parenti di ritorno, poche lettere, poi neppure più quelle. l'attesa sempre più trepidante e vana di qualche notizia anticipa la paura terribile di averla persa per sempre. infine la decisione di imbarcarsi, attraversare il mare e andarla a cercare in quel paese lontano. la fame, il freddo e soprattutto la paura. per giungere però, col fiato sospeso, all'atteso lieto fine.
Risguardo di copertina
a nordìa, futuristica città che non esiste sulle mappe, "vigilanza" è la parola d'ordine per realizzare un sogno di perfezione collettiva fondato sulla disciplina, la sicurezza e un consenso sociale estremo e intollerante. quel sogno entusiasma la maggioranza della popolazione e spaventa e indigna i pochi che scelgono di resistere o dileguarsi. tra questi c'è una famiglia che si va frantumando. la moglie, rita, sembra accorgersi che le utopie che avevano caratterizzato il suo passato sono diventate una pericolosa nostalgia, e assieme vede svanire l'amore per il marito. questi, al contrario di lei, non accetta il quieto vivere narcotizzato promulgato dal governo e fugge dal paese, lasciando la donna e la piccola assia dietro di sé. con il trascorrere degli anni la situazione di rita si rivela sempre più difficile, mentre la figlia coltiva un rancore intenso e ribelle. un giorno rita si scopre improvvisamente sola. per troppo tempo ha guardato da un'altra parte, come sperando si trattasse di un brutto incubo, di un'allucinazione destinata a dissolversi. ora si trova a lottare per mantenere un suo equilibrio e non soccombere ai rimorsi. la città inizia a inquietarla profondamente: ormai il razzismo è promosso come modernità, i cittadini vengono suddivisi per categorie, il controllo, referendum dopo referendum, diventa sempre più assoluto, tutto è videosorvegliato, non esiste un diritto di accesso e di movimento senza un pass, un codice, una parola d'ordine...
Risguardo di copertina
in un vecchio palazzo nobiliare di calacte, città della sicilia orientale, all’inizio del novecento un uomo scopre una stanza segreta. qui trova custoditi i classici dell’illuminismo, le opere dei malpensanti del secolo ateo e libertino come voltaire, diderot, montesquieu e d’alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, la rosa inversa, racconto autobiografico del barone ruggero henares, l’antico proprietario del palazzo. la sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. nato nel 1743, educato nel collegio dei gesuiti, henares diventa amico di giuseppe balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre crisafulli, e sarà henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei gesuiti dalla sicilia, a esiliare l’odiato crisafulli innescando la miccia della rivalsa. sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; ruggero fonda la loggia la rosa inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, maria attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «tra i pochi che hanno seguito l’esempio di sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei goffredo fofi, attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il sette-cento in sicilia e non solo, l’immaginaria calacte, nella realtà caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.