Risguardo di copertina
sono passati gli anni, e a girifalco le vite seguitano a orbitare come corpi celesti, traiettorie che s'intersecano e si allontanano rispondendo alle misteriose leggi dell'universo. tutte le vite tranne alcune, a cui un fato beffardo sembra aver sottratto il movimento e le illusioni. lulù il pazzo vaga per il paese suonando le foglie, in attesa che màmmasa ritorni per ascoltare il suo valzer. archidemu crisippu coltiva l'indifferenza verso il mondo, a don venanzio, invece, interessa soltanto coltivare il piacere dei sensi. cuncettina 'a sìcca sospira al figlio mai nato, mentre angeliaddu desidera il padre che non ha mai avuto. e non c'è giorno che mararosa non maledica rorò, per averle rubato l'amore della vita. la mattina dopo san lorenzo, notte delle stelle, arriva a girifalco un circo. non è di quelli che si fermano di tanto in tanto; è una carovana avvolta da un'aura incantata, un corteo sfavillante di elefanti e domatori, trapezisti, lanciatori di coltelli e illusionisti. la novità scuote la gente ed eccita gli animi, e cambierà per sempre le sorti dei sette protagonisti del romanzo. domenico dara torna nel luogo del suo esordio - girifalco, paese reale e insieme suggestiva macondo magnogreca - per raccontare una fiaba letteraria che invita a guardare la realtà oltre le comuni apparenze.
Risguardo di copertina
ci sono paesi in cui i libri sono nell'aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. timpamara è un paese così, almeno da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera calabrese, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. e di timpamara astolfo malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero, al ritmo della sua zoppia, per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. finché un giorno il messo comunale gli annuncia che gli è stato affidato un nuovo, ulteriore impiego: alla mattina sarà guardiano del cimitero e al pomeriggio starà alla biblioteca. ad astolfo, che oltre a essere un appassionato lettore possiede una vivida immaginazione, bastano pochi giorni al cimitero per essere catturato dalla foto di una donna posta su una lapide. non c'è altro; nessun nome e cognome, nessuna data di nascita e morte. col tempo astolfo è colto da un quasi innamoramento e si trova a inseguire il filo del mistero racchiuso in quel volto muto. attorno a lui si muovono i lettori della biblioteca, gli abitanti di timpamara e i visitatori del cimitero, estinti e in carne e ossa, con le loro storie comiche, tenere, struggenti – dal "resuscitato" alla ragazza rimasta vedova alla vigilia delle nozze, che tinge l'abito nuziale di nero e chiede ad astolfo di unire lei e il trapassato in matrimonio.