Risguardo di copertina
era il 1978 quando due giornalisti seguirono christiane e i suoi amici negli angoli più bui della metropolitana di berlino. fu un viaggio all'inferno, raccontato in un libro che divenne il simbolo di una generazione falciata e trasformò la protagonista nell'incarnazione dell'inquietudine giovanile. trentacinque anni dopo, christiane ci impressiona e ci commuove come allora raccontandoci un'intera vita di solitudine e disperazione: la disintossicazione, gli anni felici e folli insieme agli idoli del rock e della letteratura, le ricadute, la lotta per la sopravvivenza in un carcere femminile, le amicizie pericolose, le malattie; gli aborti, e un figlio adolescente di cui le è stata sottratta la custodia. "non ho più niente. non ho più amici, e nessuno può immaginare cosa mi tocca passare ancora oggi, solo perché sono quella che sono. sono questi i momenti in cui guardo fuori dalla finestra e mi chiedo: 'farà poi così male buttarsi di sotto?'". christiane non ha paura di scoprirsi, ed è ancora una volta la sua spietata onestà a fare di questo memoir un racconto coraggioso e commovente: "lo sono e resterò sempre una star del buco. un animale da fiera. una bestia rara. una ragazza dello zoo di berlino".