Risguardo di copertina
via poma. due parole. e nella mente di tanti si materializza una foto degli anni novanta. c’è una giovane in spiaggia in costume da bagno intero di colore bianco. si chiama simonetta cesaroni. il 7 agosto 1990 viene uccisa a roma nell’ufficio dove si recava due volte a settimana, di pomeriggio, per registrare al computer la contabilità. il suo caso è ancora irrisolto. il 19 dicembre 2024, l’omicidio è tornato al centro delle cronache per la decisione della gip di proseguire le indagini, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura. i punti salienti del delitto che la giudice ha evidenziato nella sua ordinanza erano già stati puntualmente indicati in un libro del giornalista gian paolo pelizzaro – dal titolo l’intrigo – pronto per la pubblicazione e acquisito agli atti dal magistrato di allora, il 31 ottobre 1996. ma quell’inchiesta fu improvvisamente archiviata e i documenti al centro del libro di pelizzaro furono fatti sparire. è stato un altro giornalista, giacomo galanti, a ritrovare il dattiloscritto di quel libro, mentre nel 2020 cercava i documenti per il podcast le ombre di via poma. questo non è solo il racconto di uno degli omicidi più famosi della cronaca nera e giudiziaria del dopoguerra, ma di un preciso momento storico che vede il crepuscolo della prima repubblica e alcuni dei suoi attori incrociare da vicino questa vicenda. è la storia di un retroscena mai raccontato prima, di documenti inediti e di un libro perduto. una storia tornata prepotentemente attuale.