Risguardo di copertina
c’era una volta un popolo che viveva in una terra desertica intorno alla mecca, era diviso, governato da leggi tribali e venerava idoli di pietra, cui sacrificava le sue figlie femmine. un popolo di seminomadi poveri e ignoranti, schiacciato tra grandi imperi – bisanzio, la persia, l’egitto. tutte civiltà avanzate, ognuna con un suo profeta, che si chiamasse mosè, gesù o zarathustra, e un suo libro, e soprattutto ognuna con un unico dio. in quella terra inospitale viveva un mercante scaltro, membro di un clan illustre. era analfabeta, ma visionario e determinato, e dotato di una curiosità e una fantasia inesauribili. era un poeta. il suo nome era muhammad. soffriva per l’arretratezza del suo popolo, che sognava di vedere prospero e libero. voleva migliorare la condizione delle donne, voleva che i libri e le idee circolassero liberamente, che il mondo li trattasse con rispetto. tutti deridevano il suo messaggio rivoluzionario, ma una notte un dio onnipotente gli apparve e gli parlò. l’alba che ne seguì ha cambiato per sempre il mondo. kader abdolah è convinto che non si possa giudicare l’islam, e quindi capire la storia, senza conoscere il suo profeta, il suo libro e la terra che li ha generati.