Risguardo di copertina
mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. è nato il figlio di cora e lei, finalmente, può cullarlo. ma non è solo una notte di nascita e tempesta. è una notte di decisioni. il bambino ha bisogno di un nome, ma cora esita. la scelta più semplice sarebbe chiamarlo gordon. il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. il nome che il marito vorrebbe imporle. eppure, cora sente che non è la decisione giusta. potrebbe chiamarlo julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: padre del cielo. o accontentare la primogenita maia che le ha suggerito bear. il mattino dopo, la bufera è passata. cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di maia. gordon, julian, bear. cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. in tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. una scelta che comporta tre vite differenti. una decisione che innesca infinite possibilità. perché un nome non è mai soltanto un nome. può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. può proteggere o ferire. può esprimere amore o potere. e può cambiare un’intera esistenza. da mesi, tre nomi è ai vertici delle classifiche inglesi. ha conquistato la critica più autorevole, i librai, che l’hanno scelto come libro dell’anno, e soprattutto i lettori, che lo hanno amato scatenando un passaparola inarrestabile. questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro. con una scrittura intensa e coraggiosa, florence knapp ci trascina in una vicenda insieme intima e universale: il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, la felicità della condivisione, la forza dei legami.