Risguardo di copertina
perché negli ultimi anni abbiamo sentito parlare sempre più di troll e bot russi? cosa sono e quale strategia nascondono questi attacchi informatici? l'avvento al potere di vladimir putin, nel 2000, ha aperto una nuova fase nella storia della russia, portando il paese a nutrire maggiori ambizioni nell'arena internazionale non più sostenibili con le vecchie strategie. la cosiddetta dottrina gerasimov, che prende il nome dal generale che l'ha teorizzata, è il punto di partenza della guerra non convenzionale che vede come strumenti principali internet, le nuove tecnologie e i social network. una guerra occulta, che si combatte anche in tempo di pace e che ha, fra i suoi obiettivi, la manipolazione dell'opinione pubblica e l'uso dell'informazione come arma a largo spettro. in questo libro marta ottaviani illustra come mosca sia riuscita a influenzare alcuni grandi conflitti e appuntamenti internazionali attraverso attacchi hacker ai danni di molti paesi europei e legioni di troll al soldo del cremlino, che operano per accrescere la popolarità di putin e screditare gli oppositori. l'obiettivo è quello di far filtrare la versione dei fatti russa, ribaltando la realtà, anche attraverso una galassia di media legati a putin e al suo cerchio magico.
Risguardo di copertina
dopo l’arresto del sindaco di istanbul ekrem imamoglu, principale avversario del presidente erdogan, la città ponte tra europa e asia è più che mai sotto la lente degli osservatori internazionali. ecco perché questo libro non potrebbe essere più attuale e utile per comprendere la realtà meno scontata della metropoli turca, di cui l’autrice coglie le inquietudini e la sua bellezza in costante metamorfosi. come scrive alberto mattioli nella prefazione «ne esce un racconto informato e ricco di dettagli sui cambiamenti vertiginosi di istanbul, un’analisi sottile e senza sconti della turchia di erdogan». ottaviani a istanbul ha vissuto a lungo e qui ha incontrato l’amore della sua vita, un gattone autoctono, ironicamente battezzato erdogat. ed è proprio erdogat l’io narrante di questo saggio, che ci accompagna per le strade della «sua» città. non si potrebbe immaginare guida migliore e più originale: bisanzio, costantinopoli, la istanbul degli ottomani, di atatürk e adesso di erdogan, «tremila anni di storia passano nelle iridi verdi di queste sfingi che osservano l’esistenza con il disincanto di chi è superiore alla vana agitazione degli umani e alle loro scomposte passioni»