Risguardo di copertina
le facce da ventotene che dal salotto di casa annunciano il ritorno del fascismo, emaciate e dolenti. i camerati di forza nuova che commemorano la strage di acca larentia in un'orgia di braccia tese, a favore di telecamere. i martiri della resistenza che non fanno notizia. immortalati, a roma, nel museo di via tasso e nella cella dove il colonnello giuseppe cordero lanza di montezemolo non cedette agli aguzzini nazifascisti, fucilato alle fosse ardeatine. eroi che in “antifascisti immaginari” antonio padellaro racconta in antitesi al baraccone dei talk dove ci si accapiglia sul busto di mussolini a casa la russa o sul perché giorgia meloni non riesca a dichiararsi antifascista. polemiche utili solo a distogliere l'attenzione dai disastri e dalle macchiette partorite dal governo di destra. finzioni e ipocrisie scarnificate nella introduzione di marco travaglio.
Risguardo di copertina
ci siamo davvero chiesti chi fossero i 22.840.317,5 cittadini italiani (il 44,90%) che alle politiche del 25 settembre 2022 non sono andati a votare? e perché lo hanno fatto? trattandosi di circa metà della popolazione italiana adulta questa confessione di un ex elettore cerca di cucire le più diffuse pulsioni razionali, irrazionali, rabbiose, beffarde, ingenue di tale monumento al non voto. per esempio, lo sgomento di chi dopo aver votato per una vita a sinistra un brutto giorno si risveglia fan di giorgia meloni. quanto all’autore si riconosce in quel cittadino tormentato, diviso, dimezzato, scisso tra una lunga consuetudine ai seggi e la tentazione di starne lontano. soprattutto, in seguito al suicidio-catastrofe del centrosinistra che ha spianato la strada al governo meloni. un pamphlet che è una confessione allargata con una certa dose di contaminazione di generi dentro una notevole confusione. lo stesso trambusto interiore che ci agita in parecchi.