Risguardo di copertina
“le lettere mi mancavano. ormai non ne scriviamo più, le consideriamo una perdita di tempo che ci priva di immagini e suoni.” è per colmare la nostalgia che esther, libraia di lille, decide di organizzare un laboratorio di scrittura epistolare. per lei, che con il padre ha intrattenuto una corrispondenza durata vent’anni, è come riportare in vita un rituale antico: accantonare per un po’ l’immediatezza delle mail e l’infinita catena di messaggi whatsapp che ogni giorno ci scambiamo, per sedersi a un tavolo, prendere carta e penna, darsi tempo, nel silenzio di una stanza tutta per noi, e raccontarsi. trovare le parole giuste per qualcuno che ci leggerà, non ora e nemmeno domani. e riassaporare il gusto perduto di una comunicazione più ricca, più sensata. “da che cosa ti difendi?” è la prima, spiazzante domanda di esther per i cinque sconosciuti che, rispondendo al suo annuncio, hanno scelto di mettersi in gioco. attraverso piccoli quadri della loro vita quotidiana e l’intenso scambio epistolare si delineerà poco per volta il ritratto di una classe eterogenea e sorprendente: samuel, il più giovane, che non riesce a piangere per la morte del fratello; jeanne, ex insegnante di pianoforte, vedova, che si difende dalla solitudine accudendo animali maltrattati; jean, un uomo d’affari disilluso che vive per il lavoro e ha perso contatto con le gioie più autentiche; nicolas e juliette, una coppia in crisi sulla quale il passato getta ombre soffocanti. esponendo dubbi e debolezze all’ascolto e alle domande, la scrittura sarà, per loro, lo strumento per rivelarsi l’uno all’altro con sincerità, alleggerendo il cuore. intriso di tenerezza e umanità, le lettere di esther è un elogio alla lentezza, una celebrazione della forza delle parole, un resoconto travolgente delle fragilità umane.