Libri più scaricati

Ecco la classifica dei 20 libri più scaricati.

TERGIT GABRIELE: GLI EFFINGER

Risguardo di copertina

dai radiosi anni della germania di bismarck a quelli devastanti della seconda guerra mondiale, la famiglia effinger attraversa quasi un secolo di storia e turbolenze nel cuore pulsante dell’europa. gli amori, le sofferenze, le rivoluzioni politiche, ma anche gli arredi, gli abiti da sera, i caffè, i teatri: gabriele tergit, in un trionfo di voci e immagini minuziose, racconta il perduto mondo ebraico berlinese. la saga degli effinger ha inizio con paul e karl – figli del capostipite mathias, orologiaio a kragsheim – che da un piccolo paese si dirigono alla volta della berlino cosmopolita per cercare fortuna. ambiziosi e irrequieti, mecenati talentuosi e sensibili, ardenti patrioti e prussiani, in poco tempo gli effinger riescono a guadagnarsi la fama di abilissimi imprenditori e a diventare una delle famiglie più importanti della città. ma dopo la prima guerra mondiale, le loro certezze borghesi cominciano a sgretolarsi e piano piano anche le loro splendide feste non possono più nascondere l’antisemitismo sempre più dilagante e brutale. un classico in corso di pubblicazione in tutto il mondo.

ORSINI ALESSANDRO: GAZA MELONI

Risguardo di copertina

questo libro affronta le questioni più tragiche e attuali della politica internazionale, dal bombardamento di gaza alla guerra tra iran e israele. con la sua prosa semplice e dissacrante, alessandro orsini ci aiuta ad acquisire una conoscenza più profonda delle democrazie occidentali e della politica estera dell'italia. richiamandosi alla "scuola del sospetto" – marx, nietzsche, freud – orsini solleva molte domande invise all'uomo-massa: le democrazie occidentali sono moralmente superiori alle dittature? giorgia meloni ha difeso o ha affossato i palestinesi? antonio tajani ha protetto o ha avversato netanyahu? il primo capitolo ricostruisce il dibattito sul genocidio a gaza. il secondo capitolo espone la tesi dell'autore attraverso il «paradosso della violenza estrema», secondo cui il genocidio può avvenire anche senza spargimento di sangue. il terzo capitolo analizza le decisioni politicamente più rilevanti di giorgia meloni verso gaza nei giorni dello sterminio dei palestinesi. il quarto capitolo confronta le decisioni dei leader europei che hanno sfidato netanyahu con quelle di meloni. il quinto capitolo parla della penetrazione della nato nelle università italiane per reclutare professori-propagandisti. alessandro orsini, richiamandosi alla lezione di jung, costringe le democrazie occidentali a confrontarsi con la propria "ombra", quella parte negativa della personalità rifiutata o proiettata sugli altri per i suoi contenuti inaccettabili. questo libro contiene un attacco inesorabile all'uomo-massa: l'uomo che vive di pregiudizi e luoghi comuni sulla politica internazionale ripetuti pappagallescamente senza alcuno spirito critico.

ANDREOLI STEFANO - BALLERIN MICHELE - BENIGNI ROBERTO: IL SOGNO. L'EUROPA S'E' DESTA!

Risguardo di copertina

«negli ultimi tempi ognuno dice la sua sull’europa. ma nessuno racconta mai quali sono le ragioni profonde per cui è nata l’unione europea, qual è la storia degli uomini e delle donne che l’hanno fatta. allora ve lo racconto io. come in un romanzo pieno di colpi di scena, dove succedono cose incredibili: non c’è un capitolo dove non ci sia un fatto clamoroso, una sorpresa. e sono sicuro che vi piacerà da morire, perché è il romanzo della nostra vita, del passato che abbiamo alle spalle e soprattutto del futuro che abbiamo davanti. state a sentire che bellezza» (roberto benigni). la versione ampliata e arricchita dello spettacolo che ha emozionato milioni di telespettatori su rai 1. roberto benigni, con la sua inconfondibile voce, ci svela un’europa inedita intrecciando poesia e realtà, memoria e speranza. un racconto appassionato e visionario, che evocando le ferite della guerra ci accompagna, con tenerezza e coraggio, nel cammino verso la pace. “il sogno” è il monologo con cui roberto benigni ha incantato milioni di spettatori il 19 marzo 2025, in diretta su rai 1 e in eurovisione. questo libro ne raccoglie il testo, ma va oltre: non è una semplice trascrizione, bensì una versione ampliata e approfondita, arricchita da nuove riflessioni, aneddoti e momenti poetici che nello spettacolo non hanno trovato spazio. è un’opera che nasce dalla tv e si fa libro per espandere il racconto, allargare lo sguardo, scavare più a fondo nelle pieghe della storia e del presente. con la concretezza delle argomentazioni e la profondità della poesia, benigni ci accompagna in un viaggio travolgente attraverso l’idea di europa, non solo come geografia o istituzione, ma come visione, come orizzonte condiviso, come casa comune. un libro vivo (scritto insieme a michele ballerin e con il contributo di stefano andreoli), che aggiunge senso e materia allo spettacolo televisivo, e che rilancia – con nuova forza – un messaggio di speranza e responsabilità, illuminando la strada per affrontare senza paura le sfide di oggi. perché il sogno continui.

MARKARIS PETROS: LA RICCHEZZA CHE UCCIDE. LE INDAGINI DEL COMMISSARIO KOSTAS CHARITOS VOL. 19

Risguardo di copertina

in una atene lacerata dall’emergenza abitativa, dove gli affitti divorano vite e la città si spacca tra chi una casa non può più permettersela e chi non l’ha mai avuta, un suicidio apre una crepa inquietante. due ex coniugi, costretti a condividere lo stesso appartamento perché è per loro impossibile pagare due affitti, scelgono la morte come ultimo avvertimento. charitos lo capisce subito. non è un crimine, ma è un segnale. mentre la tensione cresce tra affittuari, senzatetto, migranti e gruppi anarchici, un omicidio aggrava la situazione: gheràsimos fakìs, dirigente di un’importante impresa immobiliare, viene ucciso nella sua auto all’interno del parcheggio del complesso residenziale nel quale viveva. proprio quei palazzi che aveva contribuito a costruire sono al centro della bufera da quando un gruppo di senzatetto ha deciso di accamparsi nel vicino parco dell’ellinikòn, per protestare contro la gentrificazione che ha alzato in modo insostenibile gli affitti nella zona. il direttore della polizia dell’attica kostas charitos, insieme alla commissaria antigone della squadra omicidi, si muove in un’indagine fatta di dettagli minimi, sospetti silenziosi e indizi che emergono nei luoghi meno attesi. ogni pista sembra portare a una verità, finché un’esplosione all’alba, una cucina distrutta e una vittima innocente rimettono, ancora una volta, tutto in discussione. con la ricchezza che uccide, petros markaris firma un nuovo romanzo della serie di kostas charitos: un noir teso e contemporaneo, dove l’indagine criminale si intreccia a una società sull’orlo della frattura e in cui ogni delitto è il sintomo di una malattia più profonda.

DE CARLO FRANCESCO: I MALVIVENTI

Risguardo di copertina

vito è cresciuto a colpi di bullismo in un quartiere difficile di roma. goffo, buono, teneramente disfunzionale, è deriso da tutti e da tutti dimenticato. la sua è un'esistenza silenziosa, finché a quarant'anni, dopo un'operazione alle cornee, si toglie gli occhiali e tutto prende una luce diversa. conosce carolina, figlia squilibrata del proprietario della banca dove lavora, e se ne innamora. viene travolto da una passione folle e improbabile, ma anche da compagnie pericolose e dall'ostilità della famiglia benestante della ragazza. in una spirale di violenze, complotti, regolamenti di conti e omicidi più o meno accidentali, vito si ritrova a maneggiare pistole, nascondere cadaveri e scoprire verità più grandi di lui. e quando tutto sembra perduto, alla fine di una trama in bilico continuo tra comicità e tragedia, dimostrerà di essere molto più lucido e pericoloso di quanto chiunque avesse mai sospettato. perché anche lo scemo del quartiere per sopravvivere deve farsi furbo.

DE GIOVANNI MAURIZIO: SARA, LE ORIGINI. 8° LIBRO DELLA SERIE SARA

Risguardo di copertina

sara morozzi sa stare ai margini. ha lavorato nell'unità più discreta dei servizi, conosce le voci quando non diventano parole, legge il labiale come si leggono le crepe. dopo la morte del figlio si è ritirata, ma quella ferita non le concede riposo. è proprio l'indagine su quella morte a costringerla a rientrare in campo per la prima volta: una madre che segue tracce minime, riascolta dialoghi, rimette in ordine i dettagli che gli altri hanno lasciato cadere. da lì sara ricomincia. napoli le offre un bordo da cui guardare e muoversi senza farsi vedere. l'incontro con teresa pandolfi diventa un patto operativo e umano, il disincantato davide pardo la affianca dove serve, viola aggiunge l'occhio che ferma ciò che sfugge. ogni indizio riapre una porta che sembrava chiusa, e il metodo di sara prende forma: ascoltare, osservare, restituire alla verità la sua voce bassa ma netta. in "sara, le origini" maurizio de giovanni presenta le radici di questo sguardo e il momento in cui tutto riparte. il volume raccoglie il racconto lungo "sara che aspetta" - l'avvio, con l'indagine sulla morte del figlio - e "sara al tramonto", dove un omicidio archiviato riporta sara sul terreno operativo e definisce i legami con teresa, pardo e viola. è l'ingresso naturale nel mondo di un personaggio che, scegliendo come stare nell'ombra, decide anche come tornare a esistere. ed è da questa scelta che prende forma tutta la sua storia.

PANZETTINI CINZIA: IL SENTIERO TRA LE RISAIE

Risguardo di copertina

piemonte 1949, un pugno di case e tutt’intorno risaie a perdita d’occhio, punteggiate qua e là di cascine: è rondò di risera, un paesino del vercellese che ogni anno ai primi giorni dell’estate si riempie di mondine. come loredana lunardon, giovane e bellissima, che grazie al lavoro in risaia riesce a sopravvivere alla miseria del suo polesine. difficile non notarla e difatti non sfugge agli sguardi ammirati degli uomini di rondò, fra cui il medico condotto massimo gregori e il proprietario terriero giacinto aglietti, due compagni di pesca considerati grandi amici dagli altri avventori dell’osteria locale, anche se il dottor gregori, uomo schivo e solitario, preferirebbe tenere le distanze dall’aglietti, esuberante e un po’ rozzo. ma quando, finita la monda, quest’ultimo sparisce senza lasciare traccia, la moglie chiede aiuto proprio al medico, oltre che al prete, per ritrovare e riportare a casa il marito, dopo quella che si suppone una fuga d’amore. e gregori acconsente ad aiutarla e a trovare nel frattempo una sistemazione a lei e alle figlie che salvaguardi il buon nome della famiglia. ma non sa che questa sparizione porterà nella vita di tante persone dei cambiamenti imprevisti e drammatici, che lo coinvolgono molto da vicino. con una penna acuta e affettuosa, cinzia panzettini dipinge una galleria di personaggi irresistibili e, sullo sfondo di un’italia di provincia appena uscita dalla guerra, immerge il lettore nelle atmosfere nostalgiche e poetiche di un mondo che non c’è più.

JEFFERS HONOREE FANONNE: I CANTI D'AMORE DI WOOD PLACE

Risguardo di copertina

il potente romanzo di esordio di honorée fanonne jeffers è il racconto dell educazione sentimentale di una giovane donna, ma al tempo stesso una grande saga famigliare che attraversa secoli di storia americana. mescolando con maestria i due piani del presente e del passato, segue il difficile cammino di ailey pearl garfield, che cresce e si forma in una grande città del nord america, ma fin da bambina ha sempre trascorso le estati nel sud, in georgia, dove sono vissuti i suoi antenati materni dopo l'arrivo dall africa, in un villaggio che ora si chiama chicasetta, ma a cui uno schiavista bianco aveva dato il nome di wood place. sulla vita di ailey, su quella delle sue sorelle e delle donne della famiglia aleggia un terribile segreto, una realtà drammatica con la quale è quasi impossibile venire a patti. studentessa brillante, ailey rinuncia al corso di medicina, intrapreso per seguire le orme dell'amato padre, per dedicarsi alla storia, guidata da un prozio che le trasmette la passione per le radici e le lotte del suo popolo. riscoprendole, ritroverà anche se stessa, in un viaggio esaltante e spesso doloroso nel passato della sua famiglia – un incrocio di nativi americani, neri schiavi, neri liberati, padroni bianchi e bianchi poveri – al termine del quale imparerà ad accettare tutta la sua eredità, un eredità di oppressione e resistenza, schiavitù e indipendenza, crudeltà e coraggio che è la storia – e il canto – dell america stessa.

MOORE LIZ: LE CANZONI DI NEW YORK

Risguardo di copertina

new york, anni duemila. jax è la direttrice della famosa etichetta titan records, che gestisce in maniera inflessibile e competitiva, sempre alla caccia di nuovi cantanti da mettere sotto contratto. finora la titan ha potuto contare sul successo di tommy mays e la sua band, ma le mode musicali cambiano in fretta e bisogna essere pronti a intercettare i gusti del pubblico. lo sa bene theo, il talent scout che ha appena scommesso su un nuovo gruppo, i burn, a cui ha chiesto di aprire gli ultimi concerti di tommy mays. ma il cammino verso la fama è un continuo saliscendi, e jax dubita che i burn abbiano le carte in regola per farcela. lei punta tutto, invece, sulla giovane, bella e talentuosa lenore lamont, che sembra immune da dubbi e paure. finché il peso delle aspettative e una delusione d’amore risvegliano le fragilità della ragazza, proprio alla vigilia della sua occasione per conquistare il grande pubblico. le canzoni di new york alterna le voci di protagonisti e comprimari sullo sfondo della città dei sogni, e ci rivela il lato nascosto dell’industria musicale, tra slanci, debolezze, compromessi, e i colpi di scena che, in un istante, possono trasformare un fallimento in una leggenda. con il suo sguardo carico di umanità, liz moore ci riporta a quell’attimo inebriante in cui le luci si abbassano, cala il silenzio ed è tempo di esibirsi sul palcoscenico della propria vita.

BIGNARDI DARIA: NOSTRA SOLITUDINE

Risguardo di copertina

come si fa oggi a stare nel mondo? in questo mondo. a trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. daria bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. il mondo la chiama e lei parte. va in cisgiordania, a hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell'ultimo scambio. a at-tuwani, il villaggio di no other land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. è a gerusalemme, nella chiesa del santo sepolcro, il giorno in cui muore papa francesco. va in vietnam, l'unico paese che ha sconfitto gli stati uniti, dove scopre quanto è inquinato il mekong. assiste all'operazione al cuore di un neonato in uganda. vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c'è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. morde la solitudine con passione. capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani giulio, fix, brillo, i gatti, le galline, un pappagallo. nonostante racconti le oppressioni del nostro presente - globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato - questo è un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la letteratura: dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.

ANDREOLI STEFANIA: UN'OTTIMA FAMIGLIA

Risguardo di copertina

"tore my shirt to stop you bleedin'... na na na". la canzone di billie eilish martella nella testa di giulia, a battiti ritmici. è una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. non riesce proprio perché a monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, filippo costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. rispetto ai genitori "disastrosi" di giulia, i costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. un'ottima famiglia. quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". ma attraverso il racconto e lo sguardo di giulia, stefania andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. e molto più spaventosa. perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. l'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.

CAMILLERI ANDREA: LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI

Risguardo di copertina

non abbagli la luce matta che, sugli schermi delle pagine, proietta comiche a rapidi scatti: una schermaglia rodomontesca con due mosche fastidiose; una rissa con attori che sbaccanano e come palla si involvono e rotolano, con braccia e gambe che si agitano, tra pugni e morsi, e lampi di lama; un commissario con un occhio pesto e un orecchio morsicato, che per "scangio" viene arrestato dai carabinieri; una servente che prende a padellate e fa prigioniero un intruso, che l'ha distolta dalle occupazioni culinarie; un signore ben curato e ben vestito, che più volte va a un appuntamento: a vuoto sempre, e deluso. e c'è anche il remake di una scenetta antica e surreale (dal "libro mio" di pontormo passata a "il contesto" di sciascia) di chi, con la mente scardinata, sta chiuso in casa, e a chi bussa risponde di non esserci. in così lunatica atmosfera sembra che i dettagli creino digressioni. ma è negli interstizi che il mistero prospera, insondabile; e lento scivola, dilatatorio, deviando gli aghi di qualsivoglia bussola e decorando di apparenze ingannevoli le sue trame da brivido. il romanzo è un pantanoso labirinto del malamore, di un tenebroso malessere: geloso oppure ossessivo. nel dedalo di meandri, giravolte, gomiti d'ombra, nasconde una "camera della morte": l'ultima, la più segreta, come quella delle mattanze nelle tonnare. a vigàta i notturni sono di leopardiana bellezza. non assolvono però il fruscio di invisibili ali di tenebra. montalbano si è svegliato con una premonizione.

CAMILLERI ANDREA: NOLI ME TANGERE

Risguardo di copertina

laura è giovane, bella e molto amata. ha sposato un famoso scrittore che la venera, lei stessa scrive, va a teatro, è un'esperta storica dell'arte. è capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, quando lo desidera, senza farsi travolgere dal senso di colpa. è generosa di sé e delle proprie ricchezze. ma, in certi momenti, su di lei cala un cono d'ombra. «ho il ghibli» dice, secondo l'immagine evocata da uno dei suoi amanti: perché davvero è come se si alzasse nel suo cuore il temibile vento del deserto, che la prostra e la costringe a giorni di reclusione durante i quali nessuno deve azzardarsi a toccarla. poi torna la bonaccia, e laura è di nuovo la donna volubile ma anche luminosa che tutti ammirano. fino a che, una notte, laura scompare. incontrando chi l'ha conosciuta, il commissario maurizi – uomo colto e fine indagatore dell'animo umano – capirà che di laura, come di una divinità antica, ognuno ricorda un volto diverso. al primo sguardo sembra una donna facile, che non vuole perdere una sola occasione. e invece le tracce che portano a lei sono quelle invisibili lasciate dalle domande che si è posta senza tregua, dalla tensione bruciante nascosta in ogni suo gesto... proprio come nel movimento dei corpi al centro dell'affresco del beato angelico che laura stessa aveva saputo interpretare con una intuizione straordinaria, quello dedicato alle parole che gesù dice a maria maddalena dopo essere risorto: noli me tangere, non toccarmi. queste pagine sono costruite con la sapienza di un pittore che, pennellata dopo pennellata, svela le luci e le ombre di un panneggio finissimo: quello dell'animo di una donna inconsueta, affamata di vita e bisognosa di assoluto, per la quale il corpo non è che lo strumento che ci consente di arrivare a toccare lo spirito con la massima intensità. andrea camilleri dà vita a una pièce affilata e appassionante, che con le potentissime armi dell'arte – dal beato angelico e tiziano fino ai versi di dino campana e a cocktail party di t.s. eliot – indaga il fascino e il tormento di una donna, scavando sotto la patina delle ipocrisie e delle definizioni frettolose con le quali spesso cerchiamo di far tacere le nostre urgenze più profonde: e riporta alla luce i colori autentici di uno spirito fiammeggiante, capace di scelte radicali, tanto vivo da non temere la morte.

HAZLITT WILLIAM: L'IGNORANZA DELLE PERSONE COLTE

Risguardo di copertina

non più di tre, per john keats, erano "le cose di cui godere": una di queste era "la profondità del gusto" di william hazlitt.diretto, paradossale, provocatorio: così appare hazlitt nel suo saggio sull ignoranza delle persone colte, un gioiellino nell arte dell'essay, del componimento in prosa, cioè, discorsivo, di argomento filosofico, morale, letterario o legato all'esperienza quotidiana, il cui modello riconosciuto e tuttora inarrivabile è montaigne. in questo libro dello scrittore e critico inglese, amico di stendhal e dei maggiori poeti del suo tempo, sono raccolti sette dei numerosi saggi appartenenti a table-talk, la rubricache l autore tenne sul "london magazine" dal giugno 1820 al dicembre dell'anno successivo: tutti testi di sconcertante attualità e caratterizzati da un alta dose di humour, specie se letti oggi, alla luce del presente. oltre alla riflessione sull ignoranza delle persone colte, intervento argutamente eccentrico, che dàil titolo al volume, tanti sono gli aspettidella vita affrontati dal saggista-filosofo: dall analisi del genio incompreso (contrapposto all uomo d azione e quindi di successo) al ritratto dello scrittore elegante (e perciò "effeminato"), dalla critica ai gruppi di potere (tra cui i consigli comunali e le università) agli svantaggi della superiorità intellettuale (sulla raffinatezza d'animo che si scontra puntualmente con un mondo ignorante), fino al tema universale della paura della morte e ai suoi risvolti tragicomici con i lasciti testamentari.

BURGOS ELISABETH: MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU'

Risguardo di copertina

una giovanissima, povera contadina india del guatemala - oggi premio nobel per la pace 1992 e portavoce delle popolazioni indigene americane - narra con intensità la storia eroica della sua gente, intrecciando i miti originari e la denuncia politica, le tradizioni e la testimonianza personale.

KEY AMY: MUSICA DA CAMERA SINGOLA

Risguardo di copertina

fin da bambina, a amy key è stato detto che una vita felice è una vita di coppia e che desideri e aspettative personali sarebbero passati in secondo piano una volta trovata “la persona giusta”, dando così senso al tempo trascorso in attesa di quell’inderogabile momento di assestamento esistenziale. ma superata la soglia dei quaranta, e a più di vent’anni dall’ultima relazione, niente di tutto ciò è accaduto. la sua vita ha preso una direzione diversa e la paura di rimanere sola, almeno per lei, si è rivelata un falso problema. le sono rimaste, però, molte domande: se il mondo offre infinite identità in cui riconoscersi, perché il legame sentimentale dovrebbe essere la scelta d’elezione per prendersi cura degli altri? perché ogni tappa del nostro cammino dovrebbe passare da un’unica porta?partendo dalla colonna sonora che ha plasmato il suo immaginario romantico, ovvero blue, l’album capolavoro di joni mitchell, amy key si racconta a ritroso, consegnandoci una serie di autoritratti coraggiosi e candidi di una donna che ragiona su cosa voglia dire attraversare (anche) da soli la vita, provare ad amare i figli degli altri, decidere se essere madre senza avere un compagno o desiderare qualcuno senza tuttavia volerlo accanto, sondando, in questo modo, i limiti della propria e altrui solitudine.

STROUD JONATHAN: 2° LIBRO DELLA TRILOGIA DI BARTIMEUS - L'OCCHIO DEL GOLEM

Risguardo di copertina

sono passati quasi tre anni dalla vicenda dell'amuleto di samarcanda, e nathaniel si è confermato il mago più giovane e intraprendente di tutto il ministero. niente di strano, quindi, che venga convocato per risolvere un mistero inquietante: una specie di mostro, enorme, invisibile, circondato di oscurità, getta londra nel panico e fa strage di cose e persone. il primo ministro è convinto che sia colpa della resistenza, un gruppo di londinesi privi di poteri magici che si oppone alla classe dominante dei maghi; ma le indagini di nathaniel si rivelano infruttuose, come i tentativi di infiltrarsi nel gruppo. messo alla strette, circondato dall'invidia e dall'odio degli altri membri del parlamento, nathaniel deve andare a praga alla ricerca del colpevole, ed evoca il jinn bartimeus che già l'aveva aiutato tre anni prima. ma stavolta bartimeus non è affatto d'accordo...un romanzo ricco di suspense e sapientemente costruito sul fascino del potere e sul coraggio di sfidarlo, ambientato nelle cupe atmosfere di una londra sinistra e demoniaca; una miscela perfetta di magia, avventura e complotto, con un protagonista irresistibile: il jinn bartimeus, potente, ingegnoso e astuto, e soprattutto esilarante. il secondo, attesissimo capitolo di un capolavoro della fantasy.

HORIKAWA ASAKO: IL MERAVIGLIOSO UFFICIO POSTALE DI TOTEN

Risguardo di copertina

atmosfere incantate, realtà multidimensionali, una protagonista indimenticabile, coraggiosa e sognatrice, catapultata al confine fra due mondi. un romanzo abitato dallo spirito di miyazaki, che rilegge il giappone moderno in chiave fiabesca. abe azusa è una giovane in cerca di lavoro. contro ogni previsione, la singolare abilità nel trovare oggetti smarriti, inserita nel curriculum quasi per gioco, le frutta un impiego presso un misterioso ufficio postale in cima a una montagna. un edificio che la gente della zona ritiene infestato dai fantasmi e i cui dipendenti sembrano usciti da una favola: lo scorbutico signor aoki, addetto all’emissione di libretti postali dove si può controllare il proprio saldo karmico; il vecchio signor toten, imbattibile nel recapitare la posta ai morti; lo sfuggente e palestrato onizuka, un giovanotto che pare uscito da un fumetto della marvel. coinvolta in una spirale incalzante di eventi, azusa non solo avrà la conferma che l’ufficio postale di toten si trova in uno spazio surreale, ma scoprirà che la morte ha moltissime sfaccettature, e proprio per questo non è meno complessa della vita.

GIANNONE FRANCESCA: GLI ANNI IN BIANCO E NERO

Risguardo di copertina

nella sartoria della famiglia elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel salento degli anni ’60, come nel resto d’italia, le donne devono restare al loro posto. eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di giovanna, i romanzi di jane austen in cui ada si rifugia, la volontà di maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del cinema apollo, mentre vede i film di fellini e visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. e decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. e mimì filma tutto. non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. perché raccontare è resistere. perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.

RUSSO CARLA MARIA: IL VELO DI LUCREZIA

Risguardo di copertina

firenze, 1464. la tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. il momento che filippo lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore cosimo de’ medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. c’è l’amore per lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. c’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. orfano nato “diladdarno”, filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. figlia di un tintore, lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. l’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in cielo e in terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia.