Autore selezionato: KAPUSCINSKI RYSZARD

In questa pagina vengono riportate tutte le opere, presenti nel nostro catalogo, di KAPUSCINSKI RYSZARD.

CRISTO CON IL FUCILE IN SPALLA

Genere: VIAGGI REPORTAGES

Formato: DAISY

Livello di lettura: PRIMO LIVELLO

Risguardo di copertina

il titolo di questa raccolta di reportage sui movimenti rivoluzionari a cavallo tra la fine degli anni sessanta e settanta richiama la figura del sacerdote colombiano vissuto tra i contadini dell'america latina e che, in sottana e con il fucile in spalla, andò a combattere in un reparto partigiano in colombia, dove morì. al centro del libro, il tema del sacrificio e la lotta dell'essere umano per la dignità, la figura del ribelle dotato di una ferma convinzione etica. uscito per la prima volta nel 1975 cristo con il fucile in spalla fu immediatamente acclamato come il libro dell'anno e continuamente ripubblicato. mai apparso in italia, fa conoscere gli inediti punti di vista di kapuscinski, soprattutto noto per i suoi reportage africani, su altre parti del mondo, altre genti, altre tragedie. sono reportage dal medio oriente, dall'africa orientale e dall'america latina, di cui sono protagonisti palestinesi, siriani, libanesi, giordani, ebrei, i partigiani del mozambico e del salvador, l'ambasciatore della repubblica federale tedesca in guatemala karl von spreti e, infine, il presidente salvador allende e il rivoluzionario che guevara, di cui nel 1969 kapuscinski, aveva tradotto in polacco e pubblicato il diario dalla bolivia. un'opera chiave del maestro polacco del reportage perché è uno sguardo inedito, e ancora di grande attualità, ma anche perché permette di comprendere la sua visione del mondo, la sua sensibilità sociale e la sua empatia come metodo e attitudine.

L'ALTRO

Genere: RACCONTI - NOVELLE

Formato: MP3

Livello di lettura: SECONDO LIVELLO

Risguardo di copertina

la definizione ?l'altro”/?gli altri” può venir intesa come l'altro da sé, come l'individuo contrapposto agli altri individui, ma anche l'altro che affonda le radici nella diversità di sesso, generazione, nazionalità, religione. attraverso il reportage (che secondo kapuscinski è il genere letterario più collettivo che esista) l'autore ci rammenta gli interlocutori incontrati sulle strade del mondo, quelli che raccontano la storia della loro vita o che parlano della società alla quale appartengono. chi sono questi interlocutori? sono persone fatte da due parti spesso difficili da separare. una è l'uomo uguale a noi, con le sue gioie e i suoi dolori, i giorni fasti e quelli nefasti, che teme la fame e il freddo, che sente il dolore come una sventura e il successo come soddisfazione e appagamento. l'altra, sovrapposta e intrecciata alla prima, è l'identità razziale, culturale e religiosa. le due parti non appaiono mai distinte, allo stato puro e isolato, ma convivono influendo l'una sull'altra.kapuscinski lavora su questo doppio aspetto di uomo-individuo e di uomo-razza lasciando emergere come la percezione culturale non sia mai rigida, statica, stabilita una volta per tutte, ma dinamica, mobile, mutevole, soggetta ad alti e bassi di tensione a seconda del contesto esterno, delle esigenze del momento, delle aspettative circostanti e perfino dello stato d'animo e della nostra età.il mondo che kapuscinski ha imparato a conoscere camminando si disvela ancora una volta ma in una nuova accezione: come territorio in cui la salvaguardia della diversità passa attraverso la conoscenza della diversità.un piccolo libro che raccoglie il materiale di sei conferenze e diventa occasione per riflettere sull'altro che è in ciascuno di noi, sulla distanza fra l'uomo ipoteticamente senza connotazioni e l'uomo connotato.un piccolo libro. un grande testamento spirituale.

LA PRIMA GUERRA DEL FOOTBALL E ALTRE GUERRE DI POVERI

Genere: DIARI

Formato: DAISY/CASSETTA

Livello di lettura: PRIMO LIVELLO

Risguardo di copertina

1958: un giovane giornalista irrequieto parte per l'africa dove, tra andate e ritorni, rimarrà per circa un decennio. in quegli anni il mondo s'interessava veramente a quello strano continente, muto per secoli, che cominciava a parlare e a far parlare di sé. "l'africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero rialzato la schiena e chiesto il diritto di parola. in africa cominciavano a nascere degli stati, gli stati compravano armi e molti giornali stranieri si chiedevano se tutto il continente non stesse per muovere alla conquista dell'europa." e così, nel caldo soffocante del continente, kapuscinski arriva in ghana, poi in congo dove assiste allo smarrimento della popolazione quando lumumba viene assassinato; poi in tanganica, sudafrica, algeria, ogni volta nei momenti più caldi, all'esplodere di rivolte e rivoluzioni, tentando sempre di capire cosa sta succedendo e perché. nel 1967 kapuscinski rientra in polonia ma non riesce a diventare un giornalista stanziale. nell'autunno, parte per un viaggio di cinque anni in america latina. altro continente povero, dove si svolgono guerre povere, come quella scoppiata nel 1969 tra l'honduras e il salvador. la tensione creata da una partita di football tra le due nazionali fa esplodere una tensione ben più profonda, causata dall'emigrazione di centinaia di migliaia di salvadoregni, alla ricerca di terra e sopravvivenza in honduras. la guerra termina con una tregua e con il sostanziale mantenimento dei confini preesistenti, ma i due stati si dichiarano soddisfatti: per qualche giorno, infatti, i giornali di tutto il mondo hanno parlato di loro. "i piccoli stati del terzo, del quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. triste ma vero" conclude kapuscinski.